24/12/2011

L'UMANITA' E' DI FRONTE AD UNA NUOVA SVOLTA EPOCALE?


 

Un momento della storia dell'umanità abbastanza delicato

 

Non avevo creduto in passato anche recente che saremmo potuti piombare rapidamente in una situazione abbastanza drammatica se rapportato al nostro modo di vivere recente.

Mi ero illuso che l'umanità, forte delle sue esperienze avrebbe saputo far fronte con notevole forza alle delicate situazioni che di volta in volta le si sarebbero presentate di fronte.

Ero e resto convinto, per altro, che con una buona dose di sano realismo non ci saremmo ritrovati in una palude immensa dai contorni incerti e non facili da raggiungere.

Tuttavia le circostanze che ci hanno fatto precipitare nel bel mezzo di questa situazione sono ormai abbastanza delineate.

Dopo un secolo di guerre e miserie, alla fine di quello appena terminato avremmo potuto e dovuto fare una seria riflessione circa le cause e concause che avevano determinato un periodo come mai prima distruttivo sotto ogni profilo, salvo poi in qualche modo, verso la fine, raddrizzarlo.

La prima guerra mondiale era stata quasi una giustificazione al tentativo fino a quel momento fallito, di un riequilibrio di forze in seno all'Europa. Chiaro che non potranno mai e poi mai essere le guerre, in un mondo razionale, a dirimere le controversie territoriali e di natura economica. Tuttavia sembrò in quel momento, stante le resistenze dei vecchi arnesi che governavano i popoli europei, essere la sola opzione possibile, da parte di guerrafondai incancreniti, per poter arrivare alla soluzione finale. La strada intrapresa fu la guerra.

Dopo 5 anni di distruzioni si pose fine a quella che fu definita la più grande tragedia dell'umanità. Non sapevano che di li a poco si sarebbe messa in moto una fase che avrebbe, questa si, determinato la vera tragedia.

La fine della prima guerra aveva ammazzato circa due milioni di esseri umani senza spostare di un millimetro la condizione per la quale la guerra era stata dichiarata. Chi stava male andò a stare peggio. Coloro che dominavano prima la scena politica erano ancora là a comandare. Insomma si era appena dichiarata la fine della guerra che già tutti si stavano riarmando per arrivare ad una nuova disputa che avrebbe dovuto determinare definitivamente un nuovo assetto politico economico dell'Europa e forse dell'intero pianeta.

In Italia i reduci della guerra fecero rapidamente, attraverso il fascismo, a riappropriarsi di quello che secondo loro gli era da sempre dovuto, il potere. Mussolini insieme con i suoi arditi non ebbe difficoltà a farsi dare dal re le chiavi del palazzo. Considerata la sua natura di populista ex socialista guerrafondaio alla fine interventista, ebbe  un forte seguito soprattutto fra le masse popolari meno avvedute anche con il contributi dei proprietari terrieri che dominavano dall'epoca un paese ancora feudale per certiu aaspetti. Considerata la sua politica apparentemente pro proletari, vista la parabola ascendente che nel 1917 aveva portato i comunisti al potere in Russia, lui già da tempo sterzato a destra estrema, ebbe subito un gran seguito anche attraverso alcune forzature. La storia e li a far da testimone a noi.

Le innovazioni apportate inizialmente ebbero un'efficace azione nel consenso popolare  specialmente nel sottoproletariato, lungi dal sapere effettivamente cosa il regime stesse approntando per il futuro. La propaganda fu così convincente insieme alle intimidazioni di coloro che si opponevano fino alla loro restrizione in galera, che in pochi anni fece ottenere il favore del popolo ed un consenso indubbio a Mussolini e il suo feroce regime.

In Europa qualche flebile resistenza al nazifascismo come per esempio in Francia, si manifestò, ma dopo l'ascesa di Hitler in Germania, fu chiaro che una nuova possibile guerra avrebbe potuto scoppiare in breve tempo.

L'aggressione della Germania alla Polonia nelk settembre 1939, dopo che già aveva occupato la parte dei sudeti in Cecoslovacchia nel settembre del 1938, pose definitivamente le basi per quella che sarà definita la più grande tragedia umana mai perpetrata da un popolo alla cui guida si mise con il quasi unanime consenso, Adolf Hitler.

La fine della tragedia vide prevalere due mondi opposti. Da una parte l'Unione Sovietica con alla guida il dittatore Stalin e dall'altra il così detto mondo libero con alla guida essenzialmente una potenza, gli Stati Uniti d'America.

Per 45 anni il mondo che, comunque, non ha mai smesso di conoscere gli effetti della guerra, seppur limitata a zone d'influenza, dove russi e americani si fronteggiavano per interposti popoli, ha tuttavia conosciuto un momento di tregua.

All'inizio degli anni novanta la deflagrazione dell'impero sovietico ha rimesso in discussione quella che era stata la pace garantita da migliaia di testate nucleari in possesso delle due principali potenze armate.

Tutti inneggiammo alla ritrovata “libertà” dei  popoli dell'est europeo e dei russi.

Nessuno aveva previsto cosa sarebbe successo dopo pochi anni sia in Europa sia nel mondo.

Un nuovo riassetto socio-politico-economico si intravvedeva all'orizzonte ma nessuno voleva crederci, meno che mai coloro che avevano fino a quel momento ritenuto immutabili le situazioni consolidate o fintamente consolidate.

Nuovi attori si sono venuti manifestando in questi ultimi due decenni.

La Cina che da tutti era ritenuta si vicina, ma sempre abbastanza lontana culturalmente e politicamente tale da non poter mai raggiungere standard occidentali di produzione e sviluppo economico da poter impensierirci.

Non era vero e ora lo stiamo sperimentando. A fianco della Cina si sono schierati altri paesi emergenti come India, Brasile, Corea nonché la stessa Russia e alcuni dei suoi ex satelliti, soprattutto grazie al possesso di materie prime di cui l'occidente ha un disperato bisogno.

La Cina grazie o per colpa del suo sistema politico, un ibrido dittatoriale a base di falso comunismo mischiato a un forte desiderio di arricchimento, sta distruggendo milioni di posti di lavoro, proprio in occidente, invadendolo con prodotti che seppur di scarso pregio offrono a bassissimo costo la possibilità a coloro che non hanno mezzi di poter acquistare prodotti altrimenti non nella loro disponibilità.

L'entrata nel WTO ha poi permesso ai cinesi di piazzarsi in ogni angolo della terra senza particolare difficoltà.

L'india un paese immenso con una popolazione che aumenta a vista d'occhio è ormai da considerarsi la più grande democrazia del pianeta. Con le sue aziende e la mano d'opera a bassissimo costo rivaleggia con la Cina nell'invasione del pianeta con i suoi prodotti.

La Russia che proprio in questi giorni ha ottenuto definitivamente l'ingresso nel WTO, potrà agire a suo piacimento sui mercati mondiali, avendo a disposizione montagne di denaro amministrato dagli oligarchi che si sono impossessati del pianeta Russia, in cui sono riposte le riserve di materia prime più grandi del mondo.

L'America di contro, rimane ancora il paese la cui finanza è ancora la dominatrice dei mercati. Tale da condizionare la vita economico-finanziaria del pianeta. Tuttavia sembra aver perso la sua funzione di guardiano del mondo per decenni esercitata.

Scenari inediti si stanno stagliando nei cieli dei popoli terrestri. Non tutti sembrano riservare liete novelle, anche se siamo alla viglia di Natale.

In Italia purtroppo sembra sia suonato l'ultimo campanello prima della catastrofe.

La messa da parte del governo Berlusconi e l'insediamento di Monti da tutti o quasi accolto come il possibile salvatore, non credo che riuscirà a far deviare il corso degli eventi.

E' molto probabile che il sud dell'Europa verrà sacrificato al suo destino da parte dei paesi dell'Europa centro settentrionale, non ritenendo conveniente per loro, la nostra salvezza.

Se questa dovrà essere la sorte che gli altri ci hanno riservato, per noi sarà ancora più duro risalire la china verso cui siamo scivolati in modo a dir poco sciocco, non avendo voluto sia per colpe singole che collettive, prendere in considerazione che già venti anni prima un mondo andava scomparendo e nel quale per troppi anni abbiamo ritenuto di poterci cullare, certi che alla fine il solito stellone che da sempre ci accompagna ci avrebbe potuto salvare.

Purtroppo temo che non sarà così.

Gli elementi negativi a nostro carico sono troppi e tutti concordanti. La nostra innata ritrosia a far gruppo e quindi nazione, sembra che questa volta, sarà determinante per la nostra distruzione.

Nella ricorrenza del 150° anniversario dell'unità del paese, forze disgreganti si affacciano prepotenti alla ribalta. La motivazione apparente valida non è niente altro che la naturale arroganza dell'egoismo umano innalzato a bandiera ideologica. In un modo globalizzato, se i popoli si dividono, difficilmente potranno dettare delle regole che non siano minimamente accettabili per tutti.

Temo che alla fine della contesa, ci aspetti una ben più grave situazione economica difficile. Temo che l'umanità si stia nuovamente incamminando inconsapevolmente verso la terza guerra mondiale. Se sarà combattuta con le armi tradizionali e con armi nucleari, non lo so. So però che una terza arma  è già stata messa in atto ed è quella della finanza stracciona che ha iniziato a distruggere intere popolazioni.

Lo Sparviero

 

15:45 Scritto in ESSERI UMANI | OKNOtizie