10/03/2009
SEMBRA CHE ESSERE INTERCETTATI SIA UN PROBLEMA VITALE, PER CHI?
Le intercettazioni a chi fanno paura? Al popolo no di sicuro.
La storia ormai penosa delle intercettazioni telefoniche è assolutamente un cosa ridicola specialmente se affrontata da un parlamento serio quale dovrebbe essere il nostro.
Cosa può importare alla massa sapere che mentre sta telefonando alla morosa qualcuno da qualche parte del mondo (Ocelon docet) sta ascoltando la conversazione. Anzi se si sa con certezza che qualcuno ti sta ascoltando, non avendo nulla da nascondere sei garantito che a te in quella specifica circostanza non potrà mai essere addebitato alcun atto illegale.
Questa cosa mi fa venire in mente le lamentele di molti vetturisti che, avendo incontrato sulla strada che percorrevano pattuglie della stradale che li avevano fermati per controllare i documenti annotandoli e verificandoli, se ne dolevano.Errore.
A me quando capitava, specialmente se risultavo per esempio, in servizio d’ufficio la cosa mi gratificava, giacchè avevo una verifica non richiesta al mio regolare comportamento in orario d’Ufficio. Ho raccontato questa breve storia per dimostrare ove fosse necessario che, coloro che non hanno nulla da temere perché mai dovrebbero dolersi di essere ascoltati magari in forma anonima da qualcuno che magari si rompe anche i coglioni a fare quel lavoro?
A me rimane incomprensibile perché i potenti temano il controllo democratico. Capisco che un potente o ritenuto tale, pensa di se che è un intoccabile e quindi al di soprà della legge ma, risulta altrettanto incompresnsibile che chi predica la democrazia poi alle regole democratiche si sottragga.
In tempi di facebook, yotube, messenger, videofonini, teletutto, pensare che il popolo sia accondiscendente a questo tipo di azione tutta volta a proteggere le chiappe dei soliti noti, appare una pura invenzione.
Se le energie spese per dar vita ad una legge assolutamente inutile, fossero messe al servizio di una vera ricerca di soluzioni strategiche per far fronte alla disastrosa situazione economica che andremo ad incontrare, credo che tutti indistintamente, sarebbero molto più apprezzati rispetto al gradimento relativamente scarso che incontrano, quandosi parlano di temi economici.
Infine vorrei suggerire che, se proprio i potenti si sentono violati nella loro privacy, facciano una semplice norma di un solo articolo, cioè questa:
“Le intercettazioni telefoniche non possono essere pubblicate fino a quando, una corte di giustizia abbia, a processo iniziato, ritenute le medesime, utili alla conoscenza del popolo solo come strumento di informazione e, semprechè abbiano attinenza al processo in corso”.
Non mi pare che con una norma come questa, si debba temere di finire alla gogna mediatica della quale tanto hanno paura i cosidetti potenti.
Quanto sopra vuole essere la riprova che un parlamento degno di questo nome, avrebbe in due ore risolto il problema, specialmente in questo tempo assai minaccioso per la quasi totalità dell’umanità.
I potenti dimostrino in queste circostanze di essere veramente tali e marcino al fianco dell’intero popolo senza cercare scappatoie tipo: lodi, coperture fittizie, immunità parlamentari, tribunali ad hoc, autoassoluzioni,commissioni e robe varie, dal vago sapore di protezione della casta, la quale in con questo comportamento, sbandiera urbi et orbi la sua pavidità.
Il mondo potrebbe essere in bilico tra il baratro e una minima speranza di salvarsi. Quindi, perché pochi eletti si devono sentire al di sopra di tutto, pur sapendo che anche loro troveranno ad aspettarli la signora con il mantello nero e la falce molto intransigente sul fatto che li finisce la corsa terrena?
Meditate potenti, meditate e tenete a mente la nozione di cui sopra.
23:19 Scritto in CITTADINI | Tag: intercettazioni, governo | OKNOtizie



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